Oltre che comunicare bene, bisogna comunicare il Bene.

Perché molti tra i migliori “persuasori occulti” si prodigano in virtuosismi comunicativi e escamotage raffinati, per elogiare in mo- do implicito e strisciante, le prodezze di chi la fa sempre franca, di chi se ne infischia delle regole, regalando successo e notorietà a chi si svende umanamente e inviando implicitamente a tutti gli altri il messaggio deleterio “vedi come se la spassa chi sa stare al mondo? Tu non sei che un poveraccio”? Servono regole nuove, non per comunicare bene (quelle ci sono già), ma per comunicare il Bene. In molti replicheranno che “questo è il mondo, baby” e che da sempre le cose vanno così. Ma anche Ammiano Marcellino, uno dei maggiori storici romani vis- suto nel IV secolo, periodo del declino dell’impero romano, che ricordò ai suoi contemporanei “pessimisti” quante volte nel passato lo stato romano fu sull’orlo del disastro e poi si risollevò, dovette pur ammettere che in quel passato «la situazione fu riportata alla normalità perché la temperanza della gente antica, non ancora corrotta dalle mollezze di una vita troppo licenziosa, non aspirava né a mense ambiziose né a guadagni vergognosi». Non vi ricorda qualcosa di familiare dei giorni nostri questa descrizione? “Il mezzo (di comunicazione ndr) è il messaggio” sentenziava McLuhan. Noi, parafrasando la celebre teoria diciamo “il messaggio è il mezzo”. Per non imbarbarirci, per migliorarci, per elevarci, per vivere meglio, tutti.

(fonte)

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